- Dovevo fare un esame e ricordo che qualcuno non l'ha passato; il compito era di verificare che fosse stato capito quello che era stato precedentemente spiegato. Un'altra persona, che l'aveva copiato ed era stata smascherata dal docente stesso, aveva tuttavia superato l'esame. Mi è venuto da associarla a un compagno di classe del liceo che già allora non mi era simpatico. C'era un profondo senso d'ingiustizia. Mi rendevo conto che già durante la spiegazione del compito non capivo niente.
Venivano dette cose assurde, del tipo: cosa attira l'acqua in questo tombino? Cose semplici ma incomprensibili.
- Uno spezzone di sogno ambientato in un Leroy Merlin: chiedevo aiuto per acquistare prodotti bio e venivo rimandata da una parte all'altra. C'era un po' di insistenza e pressione che non mi mettevano a mio agio.
- Dovevo fare l'esame di matematica. Ero in corsia con un paziente e la caposala mi metteva fretta, dicendomi di muovermi perché dovevamo andare a sostenere l'esame. Mi sentivo impreparata ma la caposala incalzava e mi spingeva ad affrontarlo e a superarlo. Io non riuscivo a fare i calcoli richiesti che erano difficilissimi.
- Abitavo in una grande casa; facevo sia il medico che, nei giorni liberi, l'insegnante. La strada per andare al lavoro era tutta piena di buche ma io la percorrevo con facilità in bicicletta. I turni di lavoro a scuola li faceva sempre lo stesso collega che li stila in ospedale ed era lì, in quel momento a farli. Aveva però- lui che nella vita è calvo- un'enorme cresta di capelli scuri in mezzo alla testa. Io gli ho detto che era meglio che li tagliasse.
- Ero tornata nella casa dove ho vissuto per 35 anni. Ho visto alla finestra mia madre, morta in realtà quattro anni fa, ed era molto emaciata, scavata. Entrata in casa, mi accorgevo che non aveva la dentiera. Somigliava alla moglie del protagonista del film. La invitavo a mettere la dentiera, in fondo era solo una questione estetica.
- Tempo fa ho sognato mia madre, morta da un paio d'anni, con il viso corrucciato tipico di lei in certi frangenti. Mi metteva in guardia su qualcosa che infatti non sarebbe poi andato come mi sarei aspettato.
- Anch'io ho sognato di superare un esame. Ero spaventata ma poi, alla fine, l'esame è andato bene.
- E' un mio sogno ricorrente, mi capita almeno una volta al mese, di essere disperato perché non so come riuscire a passare l'esame anche se poi riesco sempre ad affrontarlo con successo.
-Una volta c'era stata una guerra e io non trovavo più i vocabolari di latino e greco o li trovavo danneggiati e non sapevo come fare per tradurre la versione. Al risveglio per fortuna il sollievo per aver già fatto l'esame nella realtà tanti anni fa.
- Dovevo accudire un bambino molto piccolo che dipendeva in tutto da me. Me n'ero dimenticata completamente per qualche giorno e poi sono riuscita in extremis a dargli da mangiare e a salvarlo.
- Rivedevo il porto di Le Havre nella scena del film in cui il bambino veniva portato nascosto nel carretto del fruttivendolo. Sbucavano fuori da una scuola cinque bambini neri con in mano una paletta in cui c'erano delle scritte con delle richieste che non ricordo più.
- Mi trovavo in una regione selvaggia simile all'Amazzonia, in un gruppo turistico o scolastico. C'era con noi anche Beppe Grillo. Mi sono trovata improvvisamente a dovermi arrampicare ed ero spaventata per l'altezza. Volevo scattare alcune foto ma non sapevo più come usare la macchina fotografica e venivano mosse. Non riuscivo proprio a farle. C'era un baratro ed ero obbligata a superarlo per raggiungere il gruppo.
- C'era acqua, un'acqua colorata e al contempo scura. Qualcuno nuotava mentre un'altra persona, che poteva essere mio padre, andava in barca e temevo che potesse colpire chi era in acqua. Mi sono trovata dentro e mi sono fatta portare dolcemente dalla persona che stava nuotando. Io, che in realtà non amo l'acqua, ero molto serena.
- Ero in una casa che non conosco. C'erano cinque tavoli imbanditi in vario modo con ogni ben di dio. C'erano dei parenti. Ero colpita dal carpaccio che veniva letteralmente lanciato da mia sorella sui piatti dei commensali. Le chiedevo come mai facesse così. Al tavolo dov'era seduto mio cognato c'era solo frutta. Lui, che in realtà è una buona forchetta, mi ha detto che aveva deciso di mettersi a dieta.
- Percorrevo il corridoio del servizio dove lavoro con a fianco un collega. Il corridoio era molto lungo e, quando sembrava fosse finito, ripartiva dall'inizio. Era una camminata che non finiva mai e la presenza del collega m'infastidiva.
- Correvo e correvo perché qualcuno m'inseguiva. A un certo punto mi sono accorta che non avevo le scarpe, mi sono angosciata e svegliata terrorizzata.
- Una volta stavo facendo anch'io un incubo che mi angosciava, forse qualcuno mi rincorreva o voleva farmi del male ma, al posto di svegliarmi, ho realizzato che era un sogno e sono andata avanti a dormire.
- Mi sono trovata a parlare con una donna che raccontava con serenità la sua storia di malattia.
- Sogno spesso mio padre deceduto vent'anni fa e lo sogno nelle condizioni più normali nei luoghi della mia infanzia. Mi sveglio serena.
- Ieri sera tornando a casa mi sono sentita leggera leggera come al risveglio dopo un bel sogno.
- Non sogno mai. L'ultimo sogno l'ho fatto a 13 anni. C'era il calciatore Rummenigge che mi seguiva negli spogliatoi.
- Giocavo nel ruolo del portiere ma avevo paura della palla e ogni volta che arrivava la scansavo.
- Sogno spesso di essere rincorsa da un pallone e di scappare.
- Stavo passeggiando in un bel prato pieno di fiori e papaveri. A un certo punto è comparsa la madre di una mia amica e le ho chiesto cosa ci facesse là. Mi ha risposto sorridendo che anche lei cercava qualcosa come me. Cercavamo entrambe sua figlia. Al risveglio non mi sono ricordata subito che la signora è morta e ho pensato di chiamare la mia amica per avere notizie della madre.
-Ho sognato una mia amica poco prima che morisse. Eravamo nella sua grande e bella villa, facevamo insieme le faccende domestiche, il caffè, andavamo in giardino a falciare l’erba e a cogliere i fiori. In fondo è comparsa una bellissima donna che rappresentava la primavera. Si è avvicinata alla padrona di casa e ho capito che l’avrebbe accompagnata nel suo ultimo viaggio. E infatti qualche giorno dopo è morta.
-Ho sognato il mio gatto quattro mesi prima di perderlo. Ero molto lontana da casa e mi ero addormentata in macchina. In sogno si perdeva e ho visto la scena della sua restituzione.
- Andavo in un bagno tra i tanti presenti in un cortile pubblico. Cadevano delle pietre dalla finestra del bagno che si allargava sempre di più ma, man mano che mi avvicinavo, la finestra si restringeva di nuovo al punto da non poter più uscire. Mi sono svegliata con la mia immagine e quella di mio figlio nel cortile.
- Cadevo nel vuoto e mi sono svegliato di soprassalto.
- Sogno spesso posti strani, come se ci fossi già stata ma con una sensazione di spaesamento, come un viaggiatore in senso lato...un disagio simile a quello che si sentiva in vari passaggi del film.
- Facevo una gita nei laghi africani. Bisognava scegliere su quale jeep salire. Le guide non erano preparate. A un certo punto i laghi sembravano squadrati, come qualcosa di costruito. Si passava da una situazione selvatica a una via via più casalinga o alla città. Questo avveniva man mano che ci si avvicinava al mare, anche le persone cambiavano e si avvicinavano sempre di più a me. Più che spiacevolezza c'era curiosità.
- Il valore dell'identità e dei soldi nel film mi fa pensare a quante volte ho sognato di perdere il portafoglio nelle situazioni più assurde. Per esempio ero in costume da bagno e perdevo la borsetta con il borsellino.
- Veniva rapito uno dei miei nipoti e avevo il timore di non riuscire più a riconoscerlo una volta ritrovato, che fosse cresciuto, trasformato, col volto diverso.
- Mi fa tornare in mente la costanza dell'espressione dei volti nel film.
- Qualche volta sogno mio padre morto 11 anni fa. Lo rivedo com'era negli ultimi due mesi di vita mansueto e regredito all'infanzia.
- Mi ricordo adesso un sogno di oltre trent'anni fa legato a un vecchietto del mio paese che usciva al mattino con l'asinello e tornava a casa la sera con un fascio di legna. Ho sognato che veniva rapito da un extraterrestre verde con due antenne che si muovevano quando parlava. L'extraterrestre interrogava il vecchietto per conoscere i suoi segreti. Ma questi diceva che non ne aveva, che conosceva solo il suo paese e il suo asinello. Arrabbiatosi, l'extraterrestre gli dava un calcio e il vecchietto si è ritrovato sul suo asinello.
- C'era un paesaggio rurale, forse un campeggio fatto di bungalow di legno vicino a un fiume. Era una situazione gioviale con gente che non si conosceva, accomunata solo dal fatto di essere lì, con un grosso bancone all'aperto e dei festeggiamenti. Vi capitavo per caso e ritrovavo delle persone che mi rimandavano al passato.
- Ho sognato più volte un mio collega in un periodo difficile del mio percorso lavorativo e in cui questi non mi era di nessun aiuto. Mi trovavo in situazioni differenti a picchiarlo, a dargliene tante. Una notte un altro mio collega aveva sognato la stessa cosa.
- Ero in una casa albergo con diverse stanze. Io avevo solo un'ampia terrazza. Ero sdraiata a letto e scoppiettavano tanti palloncini finché non ha cominciato a salire gente sulla mia stanza- terrazza per recuperare degli oggetti. Ho cambiato stanza e ne ho trovato una più piccola, raccolta, calda e colorata ma anche lì passavano diverse persone. E' arrivata anche una vecchietta che, alla ricerca di qualcosa, è salita addirittura sul mio letto. Ero molto infastidita ma lei non capiva.