search
Key Words
italiano Italiano E-books view shopping cart
Sogni inviati per la matrice: Il vento fa il suo giro

bullet Torna alla Home page di Lascia il tuo sogno
Vengono qui di seguito trascritti i sogni “raccolti” nelle matrici che hanno fatto seguito alla visione del film “Il vento fa il suo giro” con due gruppi di operatori ospedalieri (medici e infermieri) che si sono alternati per 4 matrici di un’ora e un quarto a cadenza quindicinale. Il film di Giorgio Diritti, già utilizzato negli incontri di Cinema e Social Dreaming al cinema, nelle biblioteche e in un liceo, ben si è prestato per esplorare l’immaginario collettivo sul tema della gestione dei conflitti e in particolare del capro espiatorio. I sogni degli operatori “ri-sognati” insieme e liberamente associati con altre immagini oniriche, scene del film e ricordi hanno consentito di allargare il campo all’ambiente di lavoro rivelando consapevolezze inconsce dei nodi istiuzionali e al contempo attivandone la capacità trasformativa in una nuova trama, un nuovo grande sogno finalmente condiviso.

Alla fine delle matrici, di questi grandi contenitori del sognare sociale, in molti hanno chiesto di poter continuare a sognare insieme. Nasce da qui l’idea di attivare una matrice virtuale aperta a tutti i sognatori “internauti” e legata alla visione di un film, in questo caso a “Il vento fa il suo giro”. Ogni sognatore può dare voce al suo sogno che verrà trascritto anonimamente sul sito e associato liberamente a quello degli altri.
Un gigante dallo sguardo sardonico

- Vedevo una distesa verde,dei prati che richiamavano le immagini del film. Ondeggiavano per il vento.
 - Mi fa pensare alla figura del matto del film che correva per i prati con le braccia sollevate, quasi stesse volando. Era la persona più libera del paese.
- Non ho sognato ma del film mi ha colpito fin dove possa arrivare la mente umana.
- Ho sognato l'ambiente chiuso delle stanze, c'era un'atmosfera pesante, le porte erano bianche, una in particolare che si apriva ma non arrivava da nessuna parte. Io e altre persone ci allontanavamo ma finivamo per tornare sempre indietro alle stesse stanze.
- Anche nel film c'era una porta bianca, brutta, screpolata.
 - Mi fa pensare alla paura delle novità da parte della gente
- alla difficoltà di trovare un equilibrio
 - Nel mio sogno c'eravamo io e mio marito, non ricordo altro.
 - C'era una mia vecchia fidanzata, morta già da molti anni, le indicavo i cani che avevamo insieme ma non riuscivo a ricordarne i nomi e questo m'imbarazzava.
- Il film mi ha fatto venire in mente Chocolat che aveva un tema simile ma per me era più bello
 - Mi torna in mente l'immagine della processione
- la faccia della vecchietta quando le propongono di affittare la casa
 - che rimanda ancora alla chiusura alle novità
- in confronto alla figura del sindaco, istruito e aperto
 - il finto comitato di accoglienza all'arrivo della nuova famiglia
 - Nel mio sogno faticavo a salire le scale di casa e poi mi ritrovavo a scendere calandomi dalla finestra per tornare a piano terreno
 - Mi fa pensare al discorso fatto dal pastore sul destino dei figli che dovrebbero essere incoraggiati a fare le loro scelte e non a seguire per forza le orme paterne, mi ha evocato fatti personali di tanto tempo fa
- Anche a me
- Il film mi ha fatto rivivere il mio arrivo qui 15 anni fa. Due giorni prima di iniziare a lavorare in ospedale ero in agenzia per affittare la casa. Era dicembre, ho versato la caparra e sono andata a casa della proprietaria per avere le chiavi. La signora mi ha risposto che non poteva darmi la casa. Sono tornata in agenzia dove ho scoperto con fatica che il figlio della proprietaria non voleva in casa una sconosciuta. Non mi volevano neppure restituire i soldi.
- Mi fa venire in mente l'inospitalità della gente nel film Dogville.
- Mi trovavo in un bel posto contornato da coni altissimi dalla cui punta partiva un riflesso denso. I coni si muovevano e formavano una bolla. Si rimpicciolivano e la bolla veniva tenuta in mano da un gigante dallo sguardo sardonico.
Un cavallo con un paracadute

 -        Una settimana fa ho sognato del latte che veniva versato per terra. Mi ha colpito vedere una scena simile nel film ieri pomeriggio.

 -        Ho sognato una collega in sala dialisi dove curiosamente c'erano anche estetiste e parrucchiere. Ho visto poi uno sgabuzzino dove si erano suicidate una madre e la figlia. E' arrivata poi un'amica per invitarmi al mercato ma le ho comunicato che, visto il casino che c'era, non potevo lasciare il lavoro.

 -        Non ho sognato nulla ma sono andata a letto presto e, come non succedeva da tempo, ho dormito benissimo.

 -        Anch'io ho dormito benissimo.

 -        Volevo sognare ma ricordo soltanto una persona che desideravo rivedere. Una sensazione di piacere.

 -        Nel film mi sono soffermata sul discorso del pastore sulla tolleranza

 -        Io invece sull'immagine della processione che poi ho sognato.

 -        Io sull'immagine delle gambe della bambina che giocava a nascondino nel paese.

 -        Appena sveglia mi sono ricordata il ragazzo “diverso” del film che dava il senso di libertà.

 -        Mi viene in mente la scena del maiale ritrovato...

 -        ...la scena in cui sono sdraiati sul prato e guardano le nuvole e il cielo

 -        Tempo fa ho sognato di volare dopo aver risolto un problema che avevo con una persona.

 -        Stamattina in reparto abbiamo parlato dell'esperienza di ieri e sentito l'esigenza di raccontarla ai colleghi. Se ne potrebbe parlare per ore.

 -        Ho vissuto il film con angoscia nel bisogno di far valere ciascuno la proprio idea.

 -        Ero seduta su uno scivolo molto alto, c'era un vento forte e pungente ma, pur avendo paura, non volevo scendere. C'era una struttura chiusa. Non sapevo bene cosa fare. C'era comunque un'aria che mi piaceva, un'aria diversa da quella che avrei trovato scendendo.

 -        Ero in riva al mare; a un certo punto ho visto all'orizzonte un cavallo con un paracadute e ho pensato che potesse annegare. Ho cercato così di raggiungerlo a nuoto ma avvicinandomi non era più un cavallo, aveva cambiato sembianze, non capivo che figura fosse.

 -        Un sogno ricorrente: una casa di mia proprietà che crolla, che non c'è più e che non mi ricordavo di avere mai avuto.

 -        Ho sognato che mi avevano venduto la casa.

 -        Ho ancora in mente le scene del tramonto, del sorgere del sole, il coraggio di vivere tra le montagne e di vivere di poco.

 -        La scena più terrificante è stata quella della signora Emma che si è rotta le dita della mano per colpevolizzare Philippe.

 -        Perché la diffidenza tra le persone?

 -        Penso alle immagini iniziali e finali del film in cui si parla della Rueido.

 -        Ho sognato due villaggi uniti da un ponte di legno in balia degli eventi atmosferici attraverso il quale passava una palla che raggiungeva ora l'uno ora l'altro villaggio.

 -        Ho sognato una bambina caduta in un burrone che chiedeva aiuto.

 -        Mi torna in mente l'immagine dei due bambini che facevano il bagno.

 -        ..la musica terribile, la richiesta di aiuto di Philippe quando si era rotto il tubo dell'acqua.

In uno stanzone d’ospedale

 -        Ero in una grande stanza con amici del liceo, si discuteva dei rapporti, di situazioni non risolte. C'era anche una ragazza, che non vedo più da tempo, che emergeva tra tutti e si ergeva sempre più a giudice. Il clima diventava così via via più pesante anche se non c'erano fatti gravi da dirimere.

-        Ero in una casa che ho abitato da ragazza. Stavo ascoltando la radio e c'era l'intervento di un radioascoltatore che diceva di aver visto risuscitare la madre. Mi sono detta: beato te. E' arrivata improvvisamente una tempesta che sbatteva i lampadari. Poi è arrivato il terremoto e ho visto mia madre che mi aiutava. Avrei voluto andare avanti ma mi sono svegliata.

-        Ho vissuto una forte emozione in sogno: ho incontrato una collega alla quale ho detto che avrei potuto portare al mare i suoi due figli. Lei era d'accordo. Uno di loro ha risposto che sarebbe venuto molto volentieri al mare con me.

-        ...una dimostrazione di fiducia sia verso la collega che verso i figli

-        Mi trovavo sospesa in aria con una ragazza e avevo tra le mani una neonata alla quale mancava il respiro. Ho cercato di aiutarla ma è morta tra le mie braccia. Mi sono svegliata angosciata.

-        La forza sta nella collaborazione.

-        Ho sognato una mia paziente che nella realtà sta bene. Era in carrozzina con le gambe amputate e fasciate, era spinta dai parenti. C’era la preoccupazione di attraversare un fiume con la carrozzina e mentre pensavo come avrebbe potuto attraversarlo la paziente ripeteva : “ la malattia è brutta”.

-        Ho sognato un amico che, inciampando, stava cadendo e chiedeva aiuto perché diceva che era cieco anche se io vedevo che aveva gli occhi aperti. Poi mi sono svegliata con una brutta sensazione.

-        Tutti i miei sogni si svolgono in ospedale, che sia con la mia famiglia o meno.

-        Ero in una stanza enorme in corsia e sulla sedia a rotelle c'era un medico paraplegico (che nella realtà è morto) e c'era la moglie (che non era la moglie vera) che cercava di dargli da mangiare con una bacchettina ma non ci riusciva ed era spazientita. Io ho preso la bacchetta e mi sono accorta che faceva tutto da sola e lui mangiava con gusto. A me veniva da piangere. Lui capiva ma non poteva parlare. Mi osservava con gli occhi. Ancora adesso non riesco a liberarmi da questo sogno.

-        Ero in uno stanzone di ospedale, di quelli di una volta, dove ci sono 6-8 letti. Io avanzavo verso il primario con fatica perché mi ero fatto male, il quale invece mi rimandava ad altri colleghi. Intanto osservavo il trattamento che subivano gli altri pazienti che si lamentavano per l’utilizzo di  siringoni con aghi enormi. Ad un tratto ero in un letto post- intervento e amorevolmente sostenuto da mia moglie che mi aiutava  a mangiare e mi curava.

Sulla strada dell’amore

 -        Ero in montagna con due amici e dovevamo raggiungere un rifugio e vedere il paesaggio sottostante, illuminato come un presepe. Guardando sotto, c'era un ruscello e una casa con delle bandiere rosse. Scendendo mi sono fermata alla casa, pensando che avessimo qualcosa in comune.

-        Ho sognato dei maiali, che richiamavano quelli del film ma erano uno piccolo e uno grande. Venivano uccisi per farne dei salami

-        La notte, dopo aver avuto un chiarimento con una persona che mi aveva offeso, ho sognato di essere alle Cinque Terre sulla strada dell'amore. A un certo punto non camminavo più ma volavo, finalmente libera da quel peso.

-        Ho fatto in passato un sogno ricorrente molto fastidioso. Era come se dalla bocca mi uscisse una cosa nera tipo blob che non si fermava mai. Adesso non lo faccio più.

-        Anni fa sognavo molto di frequente di essere in cima a un burrone e di precipitare. Poi non l'ho più fatto e l'avevo anche rimosso.

-        Proprio stanotte ho sognato un paziente che non voleva più essere attaccato (alla macchina per la dialisi). Mi ero attardata e lui aveva deciso che non voleva più fare la dialisi

-        Non sogno mai l'ospedale tranne rarissime volte e in quei casi è tutto bello chiaro e preciso. Ricordo tutto, tutti i particolari del paziente e di quello che faccio. Nella realtà, invece, faccio confusione tra un paziente e l'altro.

-        Sentivo l'odore, ero caduta in uno stagno con le sabbie mobili e cadevo sempre più giù. Piano piano sono riuscita a darmi un colpo di reni e sono risalita. Sul bordo ho incontrato una collega. Sensazione sgradevole dell'odore dell'acqua stagnante.

Sognare di volare

 C'era un amico all'interno del reparto dialisi. Indossava una maglietta bianca e con le braccia

              faceva segni di apertura e diceva che non c'erano problemi.

-          Mia madre e la dottoressa parlavano tra loro e si capiva che c'era intesa, affinità.

-          Ho fatto una bellissima vacanza con un'amica: siamo andate su un'isola con una barchetta, il mare era stupendo. Cercavamo un alloggio e ci siamo rivolte a un ragazzo che però non era disponibile a fornirci indicazioni e ci ha risposto in malo modo. Per fortuna ne abbiamo trovato un altro che ci ha aiutato a trovare una sistemazione. Dopo ho visto su un marciapiede un paziente che veniva dializzato da una collega. Io l'ho aiutata con delle garze.

-          Ero in montagna, una montagna strana che somigliava a uno scavo archeologico. Io lo percorrevo per raggiungere mia madre che era dall'altra parte. Era uno scavo bellissimo, c'erano pietre meravigliose e non facevo fatica ad avanzare. Più andavo avanti, però, più mia madre si allontanava e io non riuscivo mai a raggiungerla.

-          Settimana scorsa ho sognato una collega che era incinta.

-          Mi sono ritrovata a ripetere la lezione sull'Umbria che aveva studiato mia figlia, come se fossi io a dover sostenere l'interrogazione. Non ero in ansia.

-          Sogno ricorrente di essere sotto esame, di dover sostenere l'esame della maturità che nella realtà ho superato bene. Ero molto preoccupata perché non mi sentivo preparata.

-          Sogno ripetutamente  di cambiare casa e sono sempre case diverse ma ognuna con la piscina, un terrazzo e tante stanze, ma una dentro all’altra.

-          Ero al funerale di un collega, che in realtà è andato in pensione qualche anno fa ancora prima che io arrivassi. Nel sogno eravamo in tantissimi e ci raccontavamo vecchi ricordi di gioventù. Era come una festa, era un funerale messicano. C'era l'atmosfera nostalgica del film “Il grande freddo” ma era positiva.

-          Partorivo una bambina enorme, grande come la figlia che ho e che ha 5 anni e mezzo. Ero schiacciata fisicamente ma anche psicologicamente e dovevo cercare di convincere mia figlia che ero contenta. In realtà sentivo un peso enorme.

-          Ero a casa di un mio amico, nella realtà la casa di mio zio. Mi sono ritrovata a parlare con lo zio e il fratello di un mio amico, in realtà entrambi morti. C'erano altre persone, che in realtà sono vive, che mi apparivano come fantasmi. Abbiamo parlato di tante cose successe ma di cui non ero al corrente fino al momento del sogno.

-          Stavo andando all'altare per sposarmi. Era un percorso difficile anche perché non riuscivo a vedere in faccia il mio sposo. Arrivata davanti al parroco, ho visto che il volto del mio futuro marito non era quello di mio marito e allora ho detto di no, che non l'avrei sposato.

-          Eravamo io e un amico, che in realtà ho frequentato solo per un breve periodo quando io ero specializzanda e lui ancora studente di medicina; avevamo una missione scientifica da fare e per questo facevamo lunghi viaggi in Sud America nelle condizioni più disparate. Avrei dovuto dirigere io la ricerca ma era lui che conduceva l'iniziativa e mi trovavo al suo traino e spesso da sola. A un certo punto mi sono trovata a mangiare su una panchina, circondata da gente che mi faceva domande ma io non rispondevo e voleva mettermi le mani addosso. Siamo poi arrivati in un luogo dove costruivano le case in un modo molto strano, dapprima le parti alte e i tetti e solo dopo le fondamenta che traballavano. Ero spaventatissima mentre il mio collega mi incitava a correre per metterci in salvo. Tutto precipitava, noi avanzavamo mentre tutte le persone intorno erano morte. Sembrava che per il mio amico fosse tutto normale.

-          Mi trovavo in Uganda in una missione dove sono stata realmente anni fa. Era buio, sporco, c'erano bambini e anziani che medicavo e ai quali facevo le iniezioni. Guardavo fuori e c'era il sole ma dentro tutto era angusto e buio. C'era una fila enorme di persone, sempre più numerose mentre le garze, le siringhe e il resto del materiale erano pochi. Ero molto preoccupata, a un certo punto non avevo più niente per fare le medicazioni, non potevo più fare nulla. Mi sono arresa e mi sono messa a piangere. Mi sono svegliata di colpo.

-          -In passato avevo un sogno ricorrente: mi trovavo sospesa nel buio, non c'erano pareti attorno, si avvicinava poi qualcuno al quale chiedevo chi fosse. Era una vecchietta che mi rispondeva di essere la morte.

-          Una persona mi ha raccontato di sognare di volare. Ogni volta che c'erano delle difficoltà, muoveva le braccia e volava, allontanandosi dal pericolo. Piacerebbe anche a me fare un sogno del genere.

-          Tre anni fa ho sognato mio nonno morto qualche mese prima. Nel sogno mi diceva che era uno scherzo. Io allora lo raccontavo a tutti ma mi rispondevano che lo sapevano già. Ero molto felice.

-          Anch'io ho sognato di riuscire a volare, togliendomi così dalle situazioni difficili. Ero invisibile, vedevo la scena sotto di me ma gli altri non mi vedevano.

-          Un sogno che mi è stato raccontato: il sognatore camminava in mezzo alla folla e nessuno si accorgeva di lui. Era molto dispiaciuto. A un certo punto ha visto in fondo il suo datore di lavoro, un signore anziano che lo ha salutato. In quel momento è diventato visibile a tutti.

-          Anch'io sogno di volare. Quando però qualcuno mi dice di raggiungerlo in volo, io precipito.

-          Una signora aveva sognato di cucinare sott'acqua. Stava cuocendo cibi raffinati e deliziosi finché, accortasi di trovarsi sott'acqua, improvvisamente saliva a galla angosciata e si svegliava di soprassalto.

-          La protagonista di un sogno si tuffava in mare dove nuotava velocissima e raggiungeva i fondali e si trasformava in un pesce. Risaliva poi a galla e si trasformava in un uccello e dominava tutto dall'alto. Sentiva la sensazione dell’acqua sulla pelle e quella dell’aria. Una sensazione di onnipotenza. L'ho invidiata tantissimo.


: 2 [1 2 ]